Have You Ever Wondered What A Bag Is? | A Day In Benedetta Bruzziches Studio

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If she were a bag, would be Benedetta Bruzziches.

I have no doubt. Once she said: “For three years now, someone confuses me with a bag!”

Now years are four and I finally realized why.

Se fosse una borsa, sarebbe Benedetta Bruzziches.

Non ho dubbi. Una volta lei ha esclamato: “Da tre anni a questa parte qualcuno mi confonde con una borsa!”

Ora ne sono quattro (di anni) e io finalmente ho “toccato con mano” il perché.

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But, have you ever wondered what a bag is?

Some might think that it is a trivial question; it is basically a container of things, of objects more or less useful that you carry around everywhere…

Fantasy, however, would not agree; Fantasy would answer to this question that the bags are daydreams.

I perfectly agree!

When I think of fantasy, I think of Benedetta Bruzziches.

It’s a thought starting from the head in a rational way and then as a lightning strike ending straight into the heart when you pass a door. That door, and you are in her studio in Via dell’Orologio Vecchio in Viterbo. First, going up the stairs you are in the real world yet; after, suddenly another world, the world of “toys”.

Yes, because in the Benedetta’s studio I felt like a child in a candy store…a chewy candy one.

I defy anyone not feeling mesmerized in front of Italian artisanship.

An explosion of color, of light, of joy; an explosion of bags in every corner of her apartment: on tables, on chairs, sofas … I saw bags living.

But have you ever wondered what a living bag is?

A nonsense one may say, once you pose it on the chair it goes limp, deflated, retires … in silence.

Creativity does not allow it. It is so obvious, a bag lives!

Why is that?

It lives of you, of your world, of what you are and what you will be.

It tells a story, my one, its one and yours one.

It reminds you how beautiful you are, keeps sweet memories, holds mysterious secrets…

Ma voi, vi siete mai chiesti cosa è una borsa?

Qualcuno potrebbe pensare che sia una domanda banale, in fondo è un contenitore di cose, di oggetti più o meno utili che si trasportano in giro per ogni dove…

La Fantasia comunque non sarebbe d’accordo, la Fantasia a questa domanda risponderebbe che le borse sono sogni ad occhi aperti.

Io ci credo e come!

E quando penso alla fantasia, penso a Benedetta Bruzziches.

E’ un pensiero che parte dalla testa, così in maniera razionale e come un colpo di fulmine finisce dritto nel cuore appena passi la soglia di una porta. Di quella porta e sei nel suo studio in via dell’Orologio Vecchio a Viterbo. Prima, salendo i gradini delle scale sei ancora nel mondo reale, dopo in un altro mondo, quello dei balocchi.

Si, perchè io nello studio di Benedetta Bruzziches mi sono sentita come una bambina in un negozio di caramelle…gommose.

Sfido chiunque a non sentirsi ipnotizzato di fronte all’artigianalità italiana.

Un esplosione di colore, di luce, di gioia; un esplosione di borse in ogni angolo del suo appartamento: sui tavoli, sui mobili, sulle sedie, sui divani…ho visto borse viventi.

Ma voi, vi siete chiesti cos’è una borsa vivente?

Sciocchezze, una volta che la posi sulla sedia, si affloscia, si sgonfia, si ritira…in silenzio.

La Creatività non lo permetterebbe. E’ ovvio, una borsa è vivente!

Perché?

Vive di te, del tuo mondo, di quello che sei e di quello che sarai.

Ti racconta una storia, la mia, la sua, la tua.

Ti ricorda quanto sei bella, custodisce dolci ricordi, custodisce misteriosi segreti….

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I caressed, in her studio, the most popular handbag …the CARMEN, perfectly quilted satin, leather, in a thousand colors.

I saw Little Red Riding Hood and her woven basket.

I mirrored the MIRROR CLUTCH, I wrote a thought on the BOOK BAG

and I imagined fancy cakes with the CLUTCH CABARET resin rose,

I sang when having a new Bruzziches…

I had in my hands dreams that become reality…

I spoke with the dreams of a girl born in Caprarola, in the province of Viterbo.

“And if I meet you with one my purse, I’m sorry if I open it and look inside, I do not steal anything, I’m just looking for other stories”

Ho accarezzato, nel suo studio, la borsa più famosa…la CARMEN perfettamente trapuntata in raso, in pelle, in mille colori.

Ho visto Cappuccetto rosso e il suo cestello intrecciato.

Mi sono specchiata nella CLUTCH MIRROR, ho scritto un pensiero sulla BOOK BAG

e ho immaginato pasticcini con la CLUTCH CABARET in resina rosa,

ho cantato a squarciagola quando tra le mani ho avuto la mia nuova Bruzziches…

ho parlato con i sogni di una ragazza nata a Caprarola, in provincia di Viterbo.

“E se vi incontro con una mia borsa, non me ne vogliate se la apro e cerco dentro, non vi rubo nulla, sono solo alla ricerca di altre storie”

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